Vai direttamente al contenuto

Sul W3C, WordPress, e Craft CMS

🗓 Quando: 🙇🏻‍♂️ Categoria: Meta lavoro 💁🏼‍♂️ Cosa: CMS, Craft CMS, w3c, Web, WordPress

TL;DR

Il W3C – il consorzio che stabilisce gli standard web – sta "rifacendo il sito". L'agenzia che segue il redesign dopo vari step di progettazione è arrivata a dover scegliere il CMS. 
Dopo analisi e comparazioni, ha stilato una short list di tre contendenti: WordPress, Statamic, Craft CMS.

Con grande sbigottimento di tutti, ha scartato WordPress (unico con licenza open source) e tra i due rimasti ha scelto Craft CMS.

Io sono anni che parlo bene di Craft e che lo promuovo come se lo avessi fatto io. Quindi sono galvanizzato da questa notizia.

Provo a fare un punto sulla questione rischiando di dire qualche castroneria.

W3c

Abbiamo parlato di questo post in modalità relax con Emmaboshi. Se vuoi vederci in faccia che ridiamo e scherziamo, qui hai il video.

Tanto lo facciamo in WordPress, vero?

Studio24 – l'agenzia che sta lavorando al nuovo sito – sta documentando il processo di redesign e una decina di giorni fa ha documentato anche la scelta del CMS. Arrivati al punto dell'accessibilità, ha scartato WordPress. Nonostante fosse l'unico CMS con una licenza Open Source ancora in lizza.

Questa scelta ha scatenato un piccolo putiferio sul web (sentivi anche tu casino in questi giorni, vero?) e si sono alzate parecchie voci a favore della decisione, così come contro.

Addirittura Studio24 ha dovuto fare un post dove ha spiegato nel dettaglio il motivo per cui NON ha scelto WordPress (immagino con un po' di pressione addosso).

Alla base dello scarto ci sono problemi di accessibilità, di sviluppo, e di prospettiva. Non di tutta la piattaforma quanto una parte specifica. Ovvero il loro ultimo, rivoluzionario, editor: Gutenberg.

Tranquillo usiamo Gutenberg

Lato accessibilità il sistema di editing è parecchio carente e ad oggi continuano ad avere una importante lista di bug e segnalazioni aperte (qui e qui). Si dice (dopo cito le fonti) che man mano che procedono con lo sviluppo, per ogni bug che chiudono ce n'è uno nuovo. Insomma pare non sia un problema da poco.

Pare che il budget per lo sviluppo di Gutenberg inizialmente fosse di tre milioni di dollari. Di questi pare che ben pochi siano stati spesi per l'accessibilità. E con risultati minimi.

Lato sviluppo per poter sfruttare a pieno le capacità di Gutenberg è necessario l'utilizzo di React e – come scrivono giustamente gli amici di Studio24 – questo complica un cicinino (usano proprio la parola "cicinino") la parte di front-end. E se è una complicazione che è meglio evitare in generale, lo è ancora di più quando si tratta del sito del W3C che ha tra i suoi principi di design il Principle of Least Power (almeno negli intenti del fondatore – sir Tim Berners Lee).

Uno potrebbe dire sticazzi Gutenberg, continuo ad utilizzare il Classic Editor Plugin. E invece no.
Il Classic Editor verrà supportato fino a fine 2021 e poi tanti saluti. Sempre in favore di Gutenberg. Che vuol dire che o sposi il progetto Gutenberg da subito e in pieno, rischiando di dover cambiare rotta man mano che lo sviluppano, oppure crei tutto il nuovo sistema basandoti su una tencologia che ha già una data di scadenza. Quando si dice la prospettiva a lungo termine.

Insomma pare che questa cosa di Gutenberg sia stata un po' una scelta difficile in casa WordPress.

Da non utilizzatore di WordPress mi sono chiesto come mai stanno puntando tutto su Gutenberg.

Gutenberg primo rilascio

Problemi di accessibilità già dal primissimo rilascio

Money, so they say

Nel caso non lo sapessi: WordPress è sì Open Source ma di proprietà di un'azienda che ha più di 1200 dipendenti che si chiama Automattic. Automattic come ogni azienda, deve fare utili.

L'idea che mi sono fatto (leggendo un paio di articoli) è che ruota tutto intorno al vil denaro (ma guarda un po'). ⚠️ Magari è tutto un viaggio nella mia testa e se sono tutte cazzate ti prego scrivimelo, però questo è quello che penso ad oggi.

Design It Yourself

WordPress (inteso come "il prodotto di punta di Automattic") si è ritrovato a competere con Wix, Weebly, Squarespace e simili. Ovvero con prodotti che ti permettono di lavorare sul design con un'interfaccia da non addetti ai lavori. Roba di "clicca qui, trascina lì, aggiungo questa feature, sito pronto!". Ma mentre gli ultimi sono un ecosistema chiuso e quindi in qualche modo controllabile, WP è il codice alla base di migliaia e migliaia di plugin, temi e servizi di supporto. Molto più difficile da tenere in piedi e da far evolvere in maniera consistente e rapida.

Il tema da 50€

Per permettere comunque l'autonomia del "clicca qui, trascina lì", negli anni sono cresciuti a dismisura i temi a pagamento. Succede anche per gli altri CMS,  ma quelli di WordPress sono storicamente quelli più commercializzati.

Andando a fornire uno strumento nativo per "clicca qui, trascina lì"  – appunto, Gutenberg – quel mercato va inevitabilmente a diminuire e di conseguenza si torna a riavere più controllo sulle evolutive della struttura del CMS.

⚠️ Inciso: questo punto è un po' vago e gomblottista, ma non ci credo che Automattic ha sotto il naso un mercato di milioni di euro che si basa su un suo prodotto e non cerca di attingerci in nessun modo. Per giunta mentre i competitor crescono.

Open source stoppardi

È Automattic a decidere che strada seguirà WordPress. E se Autmattic decide che bisogna premiare la vendibilità del progetto (Gutenberg) a discapito di altri aspetti (accessibilità), non c'è open source che tenga: per quanto WP sia il CMS più utilizzato al mondo e quindi un pezzo importante del web, se l'azienda che lo porta avanti prende alcune scelte, tutti gli altri ne risentono e devono adattarsi.

Beninteso: se la piattaforma di blogging più usata al mondo diventa più difficile da programmare e meno accessibile da usare, non è una bella notizia per il web in generale. Ma questo è un altro discorso.

Pixelandtonic

I regaz di Pixel & Tonic

E perché il W3C ha scelto Craft CMS?

L'azienda che porta avanti lo sviluppo di Craft CMS si chiama Pixel & Tonic e ha una decina di dipendenti. Decina. Il loro software, anche se disponibile per intero su GitHub, è proprietario e prevede una licenza d'uso (poca roba, ma magari il W3C non ne dovrà comprare una sola di licenza) che garantisce la stabilità economica dell'azienda per continuare a svilupparlo. Facile.

Craft non deve competere con i vari Wix di turno perché si pone un obiettivo diverso. Non uno strumento per fare tutto in autonomia, ma uno strumento che funzioni bene su tre punti di vista ben distinti. Ovvero:

  1. Se devi scrivere i contenuti, non devi preoccuparti del design e di come è progettata l'achitettura delle informazioni. Ogni contenuto si chiama come si deve chiamare ed è posizionato esattamente dove dovrebbe. Zero complicazioni. Tutto nativo.
  2. Se devi definire l'architettura delle informazioni, non devi occuparti del design e tanto meno dell'editing dei contenuti. Che vuol dire che le traduzioni sono gestite in maniera nativa, che i contenuti hanno esattamente la forma che gli dai di volta in volta, e che spesso e volentieri per impostare un progetto non hai bisogno di nessun aiuto esterno al CMS stesso.
  3. Infine, se ti occupi del design (front-end) non devi occuparti dell'architettura e dell'editing. Completa carta bianca con di default un sistema di templating basato su Twig. Ma nativamente hai anche il supporto di GraphQL.
  4. Quarto punto di tre, se hai bisogno di supporto lato back-end puoi farlo. Ma non divaghiamo.

Il W3C infatti utilizzerà i punti 1 e 2 e delegherà a un altro software la parte 3 (e 4). Che vuol dire che la complessità è ridotta al minimo.

Se parli la mia lingua: lo useranno in modalità headless ma non SPA. Render server side ma per darli in pasto ad un altro software server side che poi lo consegna al browser in maniera statica.

Riguardo l'accessibilità, Craft CMS parte già avvantaggiato di suo ma si vocifera che hanno messo a contratto con il W3C la garanzia di avere un certo standard di accessibilità (qui dicono WCAG AA entro la versione 4) entro una certa data. Quindi sulle prospettive sono più tranquilli.

Ricapitolando: Studio24 mantiene la complessità al minimo e il W3C ha un CMS accessibile e affidabile senza vincoli o date di scadenza. Avoglia a lamentarsi delle licenze!

Craft

Per il gusto del meta: la foto del Craft CMS di questa pagina che stai leggendo 😆

Decaro.la non è come il W3.org

Avere quella divisione che elencavo sopra, con gli strati ben separati e ben comunicanti tra loro, permette di preparare un sistema più facile da manutenere da un lato (perché frutto di minori compromessi), più stabile dall'altro (perché dipende da meno codice "esterno").

Senza fare i nomi dei clienti, ho avuto esperienze dove questo approccio è stato fondamentale su ogni tipologia di sito. Da quelli piccoli che avevano il front-end già fatto che dovevano cambiare solo il CMS a quelli con un'architettura complessa e che erano ormai abituati a plugin che improvvisamente smettono di funzionare. O ancora siti incredibilmente complessi e articolati (multilingua, multipaese) dove il data entry era un elemento critico.

Non tutti abbiamo le necessità del W3C, certo. Io credo (e posso dire di avere anche le prove) che quel giochino di triangolazione che dicevo sopra sia utile anche al "sito di tutti i giorni". Lo credo da anni a dire il vero.

Ed è per questo che quando ho letto la notizia del W3C ho avuto un sussulto e ho iniziato ad indicare lo schermo e a guardarmi intorno freneticamente balbettando "VIS-VIS-VISTO?!". Purtroppo ero solo. Forse per fortuna.

Disclaimer

Di sicuro in giro ci sono più programmatori che usano WordPress, ma questo non vuol dire che sia lo strumento migliore a prescindere. Detto questo, se un sito è fatto bene con WordPress, è fatto bene tanto quanto un sito fatto con Craft o con un altro CMS.

Viva la possibilità di scelta!

Curiosità:

Bello ‘sto sito eh, ma me lo dimentico tra meno di subito

Ti capisco amico mio. Neanche io mi ricorderei di me. Per questo ho fatto una pagina about e creato una newsletter che uso per avvisarti quando pubblico qualcosa di nuovo. Metti che ti fa comodo.

Una newsletter? Sì: email molto brevi, molto di rado (la stessa frequenza con cui pubblico), e puoi cancellarti quando vuoi. Non mi offendo.

Facciamolo 💌