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Coronadiario: giorno uno

🗓 Quando: 🙇🏻‍♂️ Categoria: Miscellanea 💁🏼‍♂️ Cosa: Bologna, bonora, Modo, remote, Emmaboshi, Coronavirus

Difficile dare un senso a tutta questa storia del virus, della quarantena, dei negozi chiusi. Ad ogni modo sta accadendo e adesso abbiamo tutti tanto tempo in più da passare a casa.

Ho pensato di usare una parte di questo tempo per fare un mini diario dei giorni passati nelle mura domestiche 🏠. Oggi (mercoledì) lo considero come giorno uno (lunedì provavo a tornare in Italia e ieri l'ho vissuta come preparazione alla quarantena).

Oggi tra spesa a casa, nuova etichetta di pandemia e le chiacchiere da bar al computer, è stato davvero il primo giorno.

Corona

Smart working in che senzo?

Il lavoro da remoto 🎧 (o smart working – ancora faccio fatica a capire cosa sia esattamente lo "smart working", penso sia una parola solo italiana per chi pratica poco il lavoro da remoto) lo faccio da 5 anni con Modo e anche da prima quando ero freelance. Quindi dal punto di vista operativo c'è stato poco disagio o sacrificio. Sono saltati alcuni incontri, quello sì. Ma le attività quotidiane sono quelle di sempre.

Problemi da primo mondo: la tastiera ⌨️

Un piccolo, piccolissimo disagio da programmatore è che non posso andare in ufficio per diverse settimane e, di conseguenza, non posso usufruire della mia fantastica postazione con tutti i ciappini che ho accumulato negli anni: standing desk, schermo grande ad altezza giusta, sgabello giusto, tastiera ergonomica etc. Per questi giorno ripiego sul mio tavolo dietro il divano e la sedia da osteria sulla quale ammiro lo schermo del portatile da 13 pollici.

Unica cosa non sacrificabile: la tastiera. Usare la tastiera del mac, quella fina fina, è una pazzia. Non lo penso solo io: tutti quelli che conosco si lamentano per i motivi più disparati. Secondo me hanno cacciato Jonathan Ive per aver fatto questa tastiera (e hanno fatto bene!). Alcune fanno le doppie R, altre non prendono le N. La mia invece fa gli spazi doppi. Come se scrivessi con ogni tanto invece che uno spazio, due. Si impazzisce per cose di questo tipo.

Alla fine? Alla fine ho recuperato la mia tastiera. Lo so, potevo evitare. È stata la mia trasgressione, lo ammetto.

Scrivania

La tastiera del computer è un po' come la sella della bicicletta 🚲😳. Ci siamo capiti.

Nuovo indice di ansia

Lo scorso sabato ho fatto la spesa online. Di solito la faccio quando mi ricordo o quando so che tornerò a casa con il deserto nel frigo.

In un regime normale per consegnarla ci vogliono alla peggio due giorni 📆.
Durante questi giorni di epidemia la prima consegna disponibile era oggi (mercoledì). Dopo quattro giorni.
"Tantino", ho pensato.

Se ci vorrà troppo non è un problema: ho quattro supermercati nel raggio di 50 metri da casa. E non bastasse, pure un Tigotà (approfitto per ricordare il loro payoff "Belli, puliti e profumati").

Stasera il Primo Ministro Conte ha annunciato che l'epidemia è diventata pandemia e che tutte le attività saranno chiuse per un paio di settimane. MA niente allarmismi eh, i beni di prima necessità sono garantini e le farmacie, i supermercati, le tabaccherie saranno comunque aperte. Ok? Ok. Tutto cool? Tutto cool.

Risultato? Adesso la prima consegna disponibile è il 24 marzo (dodici giorni da oggi).

Che il numero di giorni di attesa per una spesa online sia il nuovo indice per misurare lo stato d'ansia generale?

L'ho letto su Repubblica

Parlando d'ansia, spendo due parole su Repubblica.it. È da quando è partito il problema Coronavirus che il principale quotidiano del paese cavalca l'ansia come non mai. Premio cagata dell'anno: un paio di giorni fa, tra le altre testate, Repubblica ha pubblicato le bozze del decreto non ancora ufficiale e ha contribuito a generare panico e un fuggi fuggi generale da Milano.
Pessimi. Davvero pessimi.

Per non limitarmi alla lamentela, tesso qui le lodi de Il POST. Puntuali, completi, con riferimenti espliciti alle fonti, ho trovato da diverso tempo ne Il POST un buon equilibrio di notizie, curiosità e stronzate. Un equilibrio che mi sembra più "giusto" di quello di Repubblica.

Ecco, per svagarsi un po' ad esempio puoi leggere 7 cose che sono successe in questi giorni ma che ci siamo persi causa Coronavirus. Spoiler: Ronaldinho è in carcere.

Funambolo

È solo una persona che cammina su una fettuccia sopra un vulcano attivo. 🌋

Chiamate, call e lounge

Dicevo, lavoro da remoto da più di 5 anni. Le call sono all'ordine del giorno. In questi giorni però mi ritrovo a fare video chiamate con il telefono più spesso del solito (non ne faccio mai, di solito): dato che siamo tutti a casa, provo a sentire a turno amici e parenti per sentire come stanno e fare due risate. Alla fine un "come va" non fa mai male.

Plus: oggi ho scoperto che quel diavolo di Emmaboshi si è inventato l' Emmaboshi Lounge. Te la faccio breve: oggi alle 18:00 mi sono unito insieme a altri cinque? sei? sette? persone in una mega call Skype solo per ridere, far battute e sentire come va nelle diverse parti d'Italia. Siamo tutti nella stessa barca.
Se vuoi provare liberati cinque minuti alle 18 di domani. Ti lascio qui il link:
https://join.skype.com/bSfKxKp.. .

C'è amicizia, c'è convenienza, c'è cortesia e arrivando ho visto anche l'ampio parcheggio all'ingresso
Lounge

E non serve la mascherina!

Adda passà 'a nuttata!

Quindi sì, è un periodo complicato ma ne verremo fuori.

Aggrappiamoci ai piccoli piaceri quotidiani e al FRIGORIFERO MAI STATO COSÌ PIENO.

Cibo

Bello ‘sto sito eh, ma me lo dimentico tra meno di subito

Ti capisco amico mio. Neanche io mi ricorderei di me. Per questo ho fatto una pagina about e creato una newsletter che uso per avvisarti quando pubblico qualcosa di nuovo. Metti che ti fa comodo.

Una newsletter? Sì: email molto brevi, molto di rado (la stessa frequenza con cui pubblico), e puoi cancellarti quando vuoi. Non mi offendo.

Facciamolo 💌