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CSS DAY 2020 - Dietro le quinte

🗓 Quando: 🙇🏻‍♂️ Categoria: Meta lavoro 💁🏼‍♂️ Cosa: css, css-day, conferenza, Coronavirus, Web

TL;DR

Quest'anno il CSS day è andato live da remoto causa coronavirus.

Per questo motivo il mio intervento non l'ho fatto dal vivo su un palco ma l'ho preparato la settimana precedente per poi mandato in onda il giorno della conferenza. Modalità youtuber: on.

Qui faccio il punto di com'è stata l'esperienza di preparare un video per una conferenza da remoto. I 23 minuti più faticosi ever, ma ne è valsa la pena.

I commenti sulla conferenza li farò in un post ad hoc.

Hardware

La mia prima conferenza da speaker

Considerando che al Freelance camp ho sempre fatto talk "defaticanti", il CSS day è a tutti gli effetti la mia prima conferenza che ho frequentato da relatore.

Se ci aggiungi che sono ben cinque edizioni  che partecipo, puoi immaginare quanto amore e affetto provi per l'evento e le persone che lo animano (se non lo immagini te lo dico: tanto).

Negli anni si è anche creata la cumpa di amici che frequentano/parlano/organizzano e ormai le chiacchiere fanno parte dell'evento stesso.

Piccola parentesi: proprio durante una birretta post CSS day, abbiamo deciso di creato il Bologna Front End con sua altezza Claudio.

Quest'anno, dannato coronavirus, il CSS day ha rischiato di saltare. Alla fine gli organizzatori con coraggio hanno optato per una versione online, decidendo di far fronte a una serie di conseguenze che inevitabilmente una scelta del genere comporta. Non potevo tirarmi indietro e, nonostante le titubanze iniziali, mi sono arrangiato al meglio con la creazione del video.

Imovie

1. La mole di materiale 2. Gesticolo freticamente nonostante tutto 3. Oggetto dalla libreria 4. Luce colorata 5. Video simpa 6. Editing frenetico

Non potevi farlo live?

L'idea di evitare i "eeeee...", i balbettamenti leggeri che mi vengono saltuariamente e le scelte di termini improbabili che mi capitano sovente, mi hanno fatto desistere dal fare l'intervento live. In più ho pensato che potevo giocarmi la carta degli easter egg. E infatti così ho fatto (continua a leggere).

La lista della spesa

Per fare il video ho avuto bisogno fisicamente di un po' di cose:

  • Il mio portatile Apple, che è stato vitale. iMovie e Quicktime inclusi nel prezzo di acquisto sono un altro (ennesimo) motivo per preferire ancora la mela al PC. Facili e potenti al giusto livello: per le mie necessità questi due programmi si sono rivelati più che sufficienti. Quando sarà ora di fare un lungometraggio con attori pagati valuterò il Final Cut di turno.
  • Per avere del materiale "grezzo" che si vedesse e sentisse decentemente ho acquistato un microfono "zero sbattimento" (Blue Yeti – circa 140€ – consigliatissimo) e una webcam esterna con anello di luce incorporato (Aoboco – zero sbattimento, circa 70€, marca leader LOL – consigliata anche lei). Sono due oggetti che normalmente non avrei acquistato (vanno più che bene quelli incorporati nel portatile), ma considerando una moltitudine di fattori (quarantena, dovevo fare un video, lavoro da remoto tutto il giorno, tutti i giorni da ormai tanti anni) mi sono autoconvinto facilmente che si tratta di strumenti di lavoro. 
  • Luci e lampade già presenti in ufficio, coinvolte tutte insieme per l'occasione. Così come tutti gli oggetti/giocattoli/cimeli presenti sulla libreria.
  • Le cuffione sovraurali per ascoltare bene. Non immagini quanti rumori di fondo ci sono in questo mondo fino a quando non li senti in cuffia.

Vedi tutto nell'immaginone in alto. Te la replico qui per comodità.

    Hardware

    Luci accese, webcam con anello di luce, microfonone, e cuffione

    Si gira! 🎬

    Il ciclo di produzione è stato:

    1. Bozza dei contenuti, divisi per capitoli (inizialmente quattro, alla fine sono diventati cinque) scritti su workflowy.com. Comodo per creare liste, sottoliste, e sotto-sottoliste.
    2. Quicktime per registrare pezzo per pezzo tutti gli argomenti (e i sotto argomenti) scritti nel punto uno.
    3. Editing pesante su iMovie. Particolare attenzione per i "eeeee" tra una parola e l'altra, per le parole balbettate, per i silenzi all'inizio e alla fine del video.
      Se una frase non mi piaceva, necessitava di troppi tagli (sono arrivato a tagliare le singole parole), o improvvisamente diventava una ripetizione di un concetto già espresso, ripartivo da Quicktime.
    4. Export dei cinque singoli file direttamente su Dropbox così da avere poi il link da condividere con gli organizzatori.

    Note a margine sulla produzione:

    • Il goal iniziale era quello di arrivare in fondo. Senza badare a niente.
    • Arrivato al punto e fatta una primissima revisione per renderlo presentabile, subito ho fatto un export di tutto a qualità bassissima e l'ho condiviso con colleghi e amici.
    • La raccolta di feedback è stata fondamentale per capire dove aggiungere/togliere/modificare contenuti e avere un'idea di cosa era chiaro e cosa non si riusciva a comprendere.
    • L'ultimo sforzo è stato gestire il feedback da parte degli organizzatori: "è troppo breve" – 16 minuti. Altre modifiche, altri tagli, altre aggiunte. Alla fine sono arrivato a 23, forse 24 minuti. Idealmente dovevano essere 30.
      C'ero quasi.
    Prova

    Prima prova di fake pubblico

    Gli easter egg 🥚

    Il primo easter egg è venuto fuori quasi per caso. Poi c'ho preso gusto.

    La location (la scrivania dove lavoro quotidianamente) di sfondo era abbastanza spoglia. Ci sono delle stampe al muro, sì. Ma con la nuova telecamera l'inquadratura si allargava e si vedevano due fascioni di muro bianco. E considerando che la mia persona copriva  una padre delle stampe, il bianco era parecchio. Lampada da terra da un lato, ok.

    La piccola cassettiera improvvisamente visibile in basso a destra e la libreria MURATA di oggetti, giocattoli, cimeli, e gadget si sono uniti perfettamente nell'estasi suprema che è propria dell'idillio dell'amore (cit).

    Prima di ogni ripresa prendevo un oggetto a caso dalla libreria e lo piazzavo sulla cassettiera. Mi sentivo Hitchcock.

    Poi mi sono ricordato improvvisamente che la lampada Philips comprata diversi anni fa permette di cambiare colore. Massì, cambiamo pure i colori! In realtà avrei dovuto cambiare colore della lampada ad ogni ripresa, ma proprio non me ne ricordavo. Ogni tanto è cambiato, ogni tanto no. Amen.

    Infine, nell'inquadratura mi vedevo io, le mie cuffione, la mia t-shirt nera, e il mio orologio. Quale occasione migliore di usare tutti gli orologi da polso che possiedo? E quindi taac, orologio cambiato non dico sempre – non ne ho così tanti – ma spesso. Questa era davvero difficile da vedere.

    Bonus: dato che non potevo richiedere applausi a comando (lo faccio sempre) e non potevo fare le solite domande al pubblico (le faccio sempre), mi sono anche arrangiato con un fake pubblico al quale fare domande imbrobabili. Anche qui, magliette disponibili in armadio e location disponibili in ufficio sono state più che sufficienti (oltre al letto, quello era a casa).

    Applausi

    Comparse a costo zero.

    Per concludere

    Alla fine, come ogni prima volta, è costata parecchia faticare fare il video.

    Soprattutto la parte di editing: partivo con 10 minuti di video, iniziavo a tagliare e alla fine mi ritrovavo con due minuti di materiale. Nonostente questo il risultato è stato soddisfacente (sempre con ampi margini di miglioramento).

    Per la prossima volta magari provo a prepararmi il "parlato" meglio e più nel dettaglio. E poi ritmo, ci vuole ritmo. Insomma c'è da lavorare.

    Il prossimo video non lo so quando lo rifarò. Diciamo che per adesso cancello tutto quello che ho creato e libero un po' di spazio sul mio hard disk (non consumavo così tanta memoria dai tempi dei DivX).

    Per il resto diciamo che tra fatica e tempo, preferisco guardarli gli youtuber che imitarli.
    Ti saluto testualmente

    Bello ‘sto sito eh, ma me lo dimentico tra meno di subito

    Ti capisco amico mio. Neanche io mi ricorderei di me. Per questo ho fatto una pagina about e creato una newsletter che uso per avvisarti quando pubblico qualcosa di nuovo. Metti che ti fa comodo.

    Una newsletter? Sì: email molto brevi, molto di rado (la stessa frequenza con cui pubblico), e puoi cancellarti quando vuoi. Non mi offendo.

    Facciamolo 💌