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CSS day 2020 - La prima da remoto

🗓 Quando: 🙇🏻‍♂️ Categoria: Meta lavoro 💁🏼‍♂️ Cosa: conferenza, css-day, css, remote

TL;DR

Da una conferenza fisica a una conferenza online cambiano un po' di cose. Una buona parte riguarda il cibo (giuro). Ho provato ad elencarle.

  • Da speaker ti cambia sia il modo di organizzare un intervento, sia il modo di eseguirlo, sia il modo di renderlo memorabile. E alla fine, sia dal vivo che da remoto, succede sempre un imprevisto.
  • Da partecipante cambiano alcune dinamiche che di solito dai per scontante. Come ad esempio i panini con l'uovo 🍳. La buona notizia è che i contenuti riescono ad arrivare a destinazione anche da remoto.
  • Io ho fatto un talk, che puoi vedere su Youtube
  • Alla fine è sempre un'occasione per imparare, formarsi, e partecipare alla vita della comunità di sviluppatori.
Conf city faenza

Cosa cambia al relatore 🎤

Prima preparavi il talk, adesso prepari il talk e poi il video🎬

Nel caso specifico del CSS day potevi scegliere se fare il talk live o farlo registrato. Io ho optato sul farlo registrato così da avere maggiore controllo sull'output finale. Quindi rispetto all'ultima volta mi sono preoccupato di microfoni, webcam, riprese e altri aspetti correlati. Qui ho scritto i dettagli di come mi sono organizzato con hardware, software e riprese.

Anche le prove del talk cambiano: fino allo scorso anno la prova del talk era un'ottima scusa per fare pranzo con agenzie amiche (vecchie e nuove) che, tra una piadina e una pizza, ti davano un primo feedback. Adesso questa pratica è diventata asincrona: mandi il link a un paio di persone fidate e aspetti i commenti. Il risultato è sempre un ottimo punto di partenza per capire cosa è spiegato bene e cosa invece ha bisogno di essere rivisto. Solo che si mangia di meno.

Dietro le quinte

Com'è fatto un dietro le quinte nel 2020

Come cambia il dietro le quinte

Anche dietro le quinte è cambiato (vedi foto).

Pre-coronavirus iniziavi ad avvicinarti al palco giusto cinque minuti prima del tuo intervento. Adesso dato che ci sono vari flussi video da incanalare, devi palesarti 15 minuti prima: c'è infatti un periodo di differita video inevitabile che rende tutta l'esperienza un po' strana. Nota: questa differita è percepibile solo allo speaker, chi ascolta non si accorge di nulla.

Uno delle conseguenze che questa asincronia comporta è che le domande in chat arrivano quando sei già all'argomento successivo. E quindi puoi rispondere solo alla fine del talk. Nulla di insormontabile, ma è un po' strano.

La soluzione è un presentatore abile nel gestire i feedback della chat e tradurli in chiacchiere sensate dopo il talk (Emmaboshi è stato bravissimo nel farlo).

Qualcosa può sempre andar male

Murphy è sempre in agguato e nelle conferenze da remoto lo è tanto quanto in quelle di persona.

La mia quota di sfiga me la sono risolta giusto con un piccolo spavento: appena partito il video ho visto il mio nome era in sovraimpressione e che a causa di questa sovraimpressione l'easter egg in basso a sinistra veniva completamente coperto. Tanta fatica per nulla, ero già lì che piangevo nella chat del dietro le quinte.

Per fortuna l'ottima regia (ciao Cesco!) ha prontamento tolto il nome in sovraimpressione e lasciato solo il branding in alto che invece non dava nessun fastidio.

Alla brava Giulia Laco è andata un po' meno bene: ogni volta che una sua slide aveva uno sfondo con un colore fluo, il video iniziava a fare "le bizze". Sgranava, saltava l'audio, c'erano interferenze stile TV anni '90. Vai a capire quale tra tutti i flussi era quello problematico.

Video bizze

...e per fortuna non c'erano tante slide con lo sfondo fluo!

Dulcis in fundo, nel momento dei saluti finali ad una delle organizzatrici non andava il microfono del portatile. Non c'è stato verso di farla salutare. Poi per fortuna tra chat e colleghe il messaggio è arrivato, quindi anche qui niente di grave. Ma diciamo che non avere un microfono di riserva può essere potenzialmente un bel problema.

Cosa cambia al partecipante

Hopin.to è il nuovo cinema teatro Sarti

Ahimè la splendida Faenza, lo splendito cinema Sarti e il sublime buffet con i panini con l'uovo 🍳 del Clan Destino quest'anno non ci sono stati. Tutto è stato rimpiazzato da una piattaforma digitale: hopin.to

Dentro hop.in ci sono diverse sezioni ognuna delle quali con una funzione più o meno simile a quella nel mondo reale. Ovviamente nessuna di queste tratta panini con l'uovo.

La parte di "ingresso" (reception su hopin) ti offre una panoramica dell'evento.

Il palco vero e proprio con il video si chiama stage. Quando ci sono talk in corso, tutte le sezioni si svuotano e questa si riempie.

Accanto al video del talk in corso c'è una chat,
utile sia per fare domande sia per leggere cosa pensavano gli altri spettatori.

Per la cronaca, ⏰ il timing degli interventi è stato tenuto – saggiamente – più breve rispetto alle versioni "live", e dopo ogni intervento era previsto un momento di domande e risposte variabile tra i 5 e i 20 minuti (sulla base di quanto era durato il talk).

Sessions e networking

Come dicevo il panino all'uovo è stato sostituito da una sezione chiamata sessions, affiancata da una parte di networking (che funziona in modalità chat roulette).

È difficile dire se queste soluzioni (chat roulette, chat tematiche) hanno funzionato. Personalmente ho avuto parecchie interazioni con persone che conoscevo già (organizzatori, altri attendee), e ho anche conosciuto un po' di persone nuove. Proprio come dal vivo. Quindi per me è stato ok.
Non sono sicuro che sia andata così per tutti.

Il panino con l'uovo resta uno dei problemi più grandi da risolvere.

I contenuti

Dal punto di vista della fruizione dei contenuti la dinamica è decisamente paragonabile a una conferenza reale. Si riesce infatti ad ascoltare, prendere appunti, interagire con lo speaker e confrontarti con altre persone in modo anche più efficiente di prima.

I talk preferiti di quest'anno sono stati quello di Giacomo Zinetti sui web components e quello di Massimo Artizzu sull'accessibilità.

In generale i temi trattati – sono stati sì di css – ma hanno spaziato sia nella grafica (tipografia), sia nella programmazione (js), sia della ux in generle (accessibliltà) rappresentino un po' il bello del CSS: essere in mezzo a tanti aspetti diversi ma interconnessi.

Give away

Il mio piccolo take-away per il CSS day

Ciao mamma sono su internet

Ecco il video del mio intervento:

e qui c'è la paginetta extra che ho creato per spiegare meglio come la teoria diventa pratica.

Di cosa ho parlato? Di un personaggio che si chiama Stewart Brand e di un concetto che si può applicare praticamente a tutto, compresi i CSS: gli strati di ritmo (in inglese pace layering). L'ispirazione è arrivata dal solito idolo Jeremy Keith.

Prima chiedevi gli applausi, adesso ti inventi qualcosa

Per rompere il ghiaccio con il pubblico, ma anche per cercare di tenere viva l'attenzione, ho questa abitudine di chiedere esplicitamente

applausi o fare domande al pubblico.

Quando hai un video da mandare, una volta che questo parte hai ben poco da interagire.

Così quest'anno per provare a ritmare ho messo due domande ad un pubblico fatto di me che in base al contesto alzava la mano in toto, a volte parzialmente, a volte per niente.

Cosa non si fa per campare.

I margini di miglioramento

Essendo stata la mia priva volta ho grandi, grandissimi margini di miglioramento.

Se hai qualche consiglio da darmi scrivimelo tra i commenti qui sotto o dove preferisci, mi fa molto piacere se lo fai.

Io mi sono segnato per la prossima volta che dovrò prepare un talk queste cose:

  • Ritmare meglio le varie parti del discorso 🥁.
  • Inserire riassunti alla fine di ogni sezione del video.
  • Aumentare i momento di silenzio e non avere un ritmo da mitragliatore d'assalto 🎖. Di Montemagno ce n'è già uno.

Quindi alla fine?

Anche quest'anno bisogna fare i complimenti al Grusp tutto che ha avuto il coraggio e la volontà di organizzare una conferenza sul CSS. Sono gli unici in Italia e quest'anno sono riusciti ad affrontare anche un imprevisto di livello "pandemia". Non bastasse, va aggiunto che è stata una conferenza tecnica gestita da un gruppo di persone con un alta percentuale di donne. Aspetto per nulla scontato nel il nostro settore.

Un aspetto migliorabile è l'eterogeneità degli speaker ma temo che dipenda solo in minima parte dalla volontà degli organizzatori. L'appello che faccio ogni anno, e che ho fatto anche nel video, è sempre lo stesso: CANDIDATI per parlare al CSS day. È un'esperienza stupenda e non immagini quante persone vogliono sentire quello che hai da raccontare.

Tornando alla conferenza credo che il CSS day sia stato solo il primo di una serie di eventi da seguire online. Sia per le circostanze dovute al virus sia per una evoluzione delle modalità e dei dinamiche di apprendimento. Adesso che sto scrivendo sto seguendo la Sofa Conf, organizzata da quei diavoli di Clearleft, che dura ben 5 giorni ed ha un programma pazzesco.

Che altro aggiungere. Dopo la musica trap, i concerti dentro i video game, pare che dobbiamo abituarci anche alla conferenze da remoto. Che in questa lista direi proprio che è il male minore (come sono anziano).

Sofaconf

La seconda conf da remoto a cui parteciperò

Forse non tutti sanno che

Cissone è un paesino stupendo immerso nelle Langhe e che ha una sala polivalente che può ospitare fino a 400 posti (!!!).

Bello ‘sto sito eh, ma me lo dimentico tra meno di subito

Ti capisco amico mio. Neanche io mi ricorderei di me. Per questo ho fatto una pagina about e creato una newsletter che uso per avvisarti quando pubblico qualcosa di nuovo. Metti che ti fa comodo.

Una newsletter? Sì: email molto brevi, molto di rado (la stessa frequenza con cui pubblico), e puoi cancellarti quando vuoi. Non mi offendo.

Facciamolo 💌